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Un neonato dorme placidamente accanto ai genitori: si chiama cobedding. Ed è subito polemica. C’è chi pensa che faccia bene al piccolo, chi invece considera questa pratica un pericolo…
L’immagine di un neonato che dorme nel lettone insieme a mamma e papà fa tenerezza. Ma la pratica di dormire insieme con un bebè rimane ancora un tema molto controverso. E il fatto che il parere di medici, pediatri e psicologi non sia univoca non fa che aumentare la confusione intorno al tema. E molte sono le domande che i genitori si fanno sull’argomento, ma sempre con sensi di colpa e grande paura di sbagliare.
I paladini del cosleeping o cobedding sostengono che dormire insieme al proprio rampollo in fasce sia una pratica foriera di vantaggi. Da un lato favorisce l’allattamento materno e la sincronizzazione del ciclo del sonno della madre con il lattante. Dall’altro aiuta i poppanti ad addormentarsi con più facilità, soprattutto durante i primi mesi di vita e quando si svegliano varie volte nella stessa notte. Ma il cobedding, sempre secondo i suoi sostenitori, aiuta i genitori che sono separati dai più piccoli durante il giorno ad acquisire la vicinanza che sentono di aver perduto. E il principale effetto benefico riguarda l’intensa relazione di appagamento e attaccamento che si forma fra madre e bambino quando sono così vicini. Inoltre i bambini che dormono nel lettone con i genitori diventeranno con maggiore probabilità degli adulti sani ed emotivamente equilibrati.
I detrattori del cobedding rispondono con una serie di critiche. La più forte riguarda i rischi di soffocamento o di stragolazione, lo rivela l’Associazione pediatrica americana: i neonati possono rimanere schiacciati dai movimenti degli adulti o incastrati tra il cuscino e la testata del letto o tra il letto e qualche oggetto rigido come un mobile o una parete. Dormire insieme ai bambini piccoli li mette a rischio di morte improvvisa. Ma ricerche recenti hanno evidenziato un aumento del rischio solo in casi particolari: madri fumatrici, dedite alle droghe, sottoposte a farmaci pesantemente sedativi, obese con disturbi del sonno o quando si dorme insieme su divani, poltrone o letti ad acqua. Rimane il fatto che molti pediatri sono dell’avviso che il luogo più sicuro per il bebè sia la culla. Quali sono state le tue esperienze? Dì la tua.
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E' un LEONE ascendente TORO con la luna in VERGINE
Giorgio, da neonato, si addormentava alle 06:00 e si svegliava alle 23:00.
Per i primi mesi è stata una tragedia, abbiamo rasentato la follia!
Gino per dormire un po’ la notte lo metteva a pancia sotto sul suo petto; durante il giorno lo svegliavo ogni 3 ore per allattarlo ed era un’impresa tenerlo sveglio; durante la notte non lo facevo mangiare….Il pediatra mi disse che i suoi cicli circadiani erano alterati….Una sera a casa di amici ho bevuto un poco di vino in più, ho allattato Giorgio, quella notte ha dormito 6 ore di fila e da allora ha cominciato a dormire meglio, anche se all’età di circa 10 anni si svegliava ancora la notte per venire nel lettone in mezzo a mamma e papà.
E’ stata una costante: Giorgio ha dormito fino a 10 anni quasi sempre nel letto di mamma e papà….Osservate i risultati e traete le conclusioni….
rosaria e gino
Rosaria, mi dispiace molto per quello che avete passato con Giorgio, e mi immagino che per convincerlo ad andare via di casa abbiate sudato quattro camice, però oggi ha 32 anni!!! Se Luca prendesse questo andazzo…
Marco Romagnuolo
Sono corso a documentarmi sui cicli circadiani…
estratto da Wikipedia:
“Un ritmo circadiano è all’incirca un ciclo di 24 ore nei processi fisiologici degli esseri viventi
che regola il sonno/veglia e puo’ essere modulato da stimoli esterni come la luce solare e la temperatura. L’abilità della luce di azzerare l’orologio biologico dipende dalla risposta (alla luce). Dipendentemente dalla fase del sonno, la luce può avanzare o ritardare il ritmo circadiano”
Ora capisco perche’ Giorgio che deve dormire in buio assoluto e a temperatura equatoriale costante
:)
Stefano